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ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
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DISEGNO DI LEGGE
Presentato dal Presidente della Regione Siciliana
(RESTIVO)
su proposta dell'Assessore agli Enti Locali
(ALESSI)
IL 2 MAGGIO 1952
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Erezione a comune autonomo delle frazioni S. Vito Lo Capo - Castelluzzo
e Macari del comune di Erice, sotto la denominazione di comune di
S. Vito Lo Capo.
RELAZIONE DEL GOVERNO REGIONALE
Con documentata istanza in data 25 settembre 1949, i signori Borruso
Antonino fu Leonardo e Messina Vincenzo fu Francesco, residenti
in S. Vito Lo Capo, in nome proprio e quali procuratori della maggioranza
dei cittadini residenti in S. Vito Lo Capo, Castelluzzo e Macari,
frazioni di Erice, in virtù della procura ricevuta per atti
del notaro Carlo Raiti, di Trapani, ed allegata alla istanza stessa,
hanno chiesto la erezione in comune autonomo delle predette frazioni,
sotto la denominazione "San Vito Lo Capo".
Le ragioni su cui poggia l'istanza sono diverse; ma tra esse le
principali sono rappresentate dalla distanza e separazione dal Comune
capoluogo; dal difetto di un collegamento diretto col capoluogo
stesso; dal disagio dei cittadini per recarsi alla sede del Comune,
ecc..
Le predette frazioni distano infatti da Erice, sul percorso stradale,
rispettivamente: S. Vito Lo Capo Km. 37, Macari Km. 33, Castelluzzo
Km. 28; tra le frazioni ed il capoluogo del Comune non esiste più
la continuità del territorio, essendovisi inserito quello
del nuovo Comune di Custonaci, che divide nettamente il territorio
di Erice da quello delle frazioni stesse.
A parte le notevoli distanze da superare, i cittadini delle frazioni
di S. Vito Lo Capo, Castelluzzo e Macari, per recarsi alla Sede
Comunale, devono attraversare il territorio di un altro Comune,
mentre il servizio automobilistico in atto esistente prevede il
collegamento attraverso due distinte corse: l'autocorriera S. Vito-Paparella-Trapani
(A.S.T.), per il tratto di percorso tra le frazioni e Paparella;
e la autocorriera Trapani-Paparella-Erice (E.S.A.) per il tratto
rimanente, fino ad Erice.
E' evidente, pertanto il disagio, sia fisico che economico, al quale
i cittadini delle suddette tre frazioni debbono sottostare per raggiungere
il capoluogo del Comune.
Le frazioni lamentano, inoltre, l'abbandono in cui sono state lasciate
dagli amministratori di Erice, specie per quanto riguarda taluni
servizi pubblici come l'acqua di cui S. Vito difetta; la luce elettrica
che manca a Castelluzzo e Macari; la farmacia che non esiste in
nessuna delle tre frazioni, ecc..
L'istanza risulta firmata da 573 frazionisti, tutti contribuenti.
E poiché i contribuenti delle tre frazioni sono 952, i firmatari
della istanza rappresentano la maggioranza numerica dei contribuenti
delle frazioni stesse.
Inoltre, l'ammontare del carico dei tributi locali risultante dal
ruolo unico delle imposte comunali posti in riscossione per le tre
frazioni è di L. 2.614.178, di cui lire 1.812.169 pagate
dai 573 firmatari dell'istanza in esame. Risulta dimostrato, pertanto,
che i firmatari dell'istanza sostengono più di metà
del carico dei tributi locali applicati nelle suddette tre frazioni.
La popolazione complessiva delle frazioni in questione ammonta a
n. 4.260 abitanti, come risulta dal certificato rilasciato dal Sindaco
di Erice.
Ricorrono, quindi, tutti i requisiti formali previsti dall'art.
33 del T.U. della legge comunale e provinciale 3 marzo 1934 numero
383 perché l'istanza possa essere presa in considerazione.
Per l'erezione in comune autonomo delle frazioni in parola hanno
espresso parere favorevole il Consiglio Comunale di Erice ed il
Delegato regionale per l'Amministrazione provinciale di Trapani,
rispettivamente, con le deliberazioni 28 dicembre 1949 e 4 marzo
1950.
Analogo parere hanno espresso la G.P.A. di Trapani nella seduta
del 12 ottobre 1950 e quella Prefettura con la nota 29 dicembre
1950, n. 36556.
Il nuovo Comune di S. Vito Lo Capo avrebbe una superficie di Ha.
5.966.05.50.
I suoi confini sono stati così delimitati dall'Ufficio Tecnico
Erariale di Trapani:
- a nord, col Mar Tirreno;
- ad est, con il Mar Tirreno;
- a sud, con il Comune di Custonaci;
- a nord-est, con il Comune di Castellammare del Golfo;
- a ovest, con il Mar Tirreno.
Il progetto relativo alla delimitazione territoriale tra il Comune
di Erice e l'erigendo Comune di S. Vito Lo Capo, redatto dall'Ufficio
Tecnico Erariale di Trapani, è costituito:
a) dalla planimetria in scala 1:30.000 del territorio del Comune
di S. Vito Lo Capo;
b) dalla planimetria in scala 1:100.000 dell'intero territorio del
Comune di Erice;
c) dalla relazione sui dati catastali del Comune di S. Vito Lo Capo
e di quello di Erice, con la descrizione delle linee di confine.
Detto progetto è stato regolarmente vistato dall'Ufficio
del Genio Civile del Capoluogo della Provincia ed è stato
pubblicato, senza opposizioni, per 15 giorni consecutivi (dal 28
novembre al 2 dicembre 1950) all'Albo Pretorio del Comune di Erice,
come risulta dal certificato di quel Segretario Comunale, rilasciato
in data 13 dicembre 1950.
Sul medesimo progetto di delimitazione territoriale ha espresso
parere favorevole il Delegato regionale per l'Amministrazione Provinciale
di Trapani con deliberazione 25 novembre 1950, n. 1377.
Per quanto concerne la situazione economico-finanziaria dello erigendo
Comune di San Vito Lo Capo, dal progetto di bilancio predisposto
dalla Prefettura di Trapani, risulta che sarebbe raggiunto il pareggio
economico, senza che la costituenda Amministrazione sia costretta
a far ricorso alla imposizione di nuovi e maggiori tributi, con
una previsione di circa 10.000.000 sia in entrata che in uscita.
D'altra parte, è prevedibile che nessuna ripercussione di
carattere economico risentirebbe il Comune di Erice in seguito al
distacco delle frazioni in parola; poiché alla contrazione
di alcune entrate, corrisponderà una diminuzione di spese.
I nuovi uffici e servizi municipali potranno essere allogati in
locali già disponibili.
Avverso l'erezione in comune autonomo delle frazioni S. Vito Lo
Capo, Castelluzzo e Macari sono state prodotte due opposizioni:
una dal Sig. Nicolò Salerno fu Matteo, da Erice, e l'altra
dal Comitato per gli interessi ericini.
Con la prima opposizione, il Sig. Salerno fa presente che il Consiglio
comunale di Erice non era a conoscenza, al momento in cui fu adottata
la deliberazione 28 dicembre 1949 sopra richiamata, delle notizie
relative alle ripercussioni finanziarie che avrebbe provocato, sul
bilancio del Comune di Erice, il distacco delle frazioni suddette.
Con la opposizione del Comitato per gli interessi ericini vengono
formulate preoccupazioni per le sorti avvenire del Comune, dal punto
di vista dei mezzi di vita, qualora le frazioni di cui sopra vengano
erette a comune autonomo.
Relativamente alle due predette opposizioni, è appena il
caso di rilevare che i rilievi formulati risultano smentiti da tutti
gli enti interessati e dalla documentazione allegata alla istanza
in esame.
E' irrilevante, infatti, l'eccezione che il Consiglio Comunale di
Erice, nell'esprimere parere favorevole alla costituzione in Comune
autonomo delle suddette frazioni non era a conoscenza delle ripercussioni
che avrebbe provocato il distacco delle frazioni medesime sul bilancio
del Comune di Erice.
Dall'esame della deliberazione 28 dicembre 1949, dei bilanci di
revisione predisposti, nonché della relazione della Prefettura
di Trapani del 29 dicembre 1950 risulta che il parere espresso dal
Consiglio Comunale di Erice fu preceduto da una obiettiva valutazione
di tutti gli elementi di giudizio e che, d'altra parte, i timori
circa le dannose ripercussioni finanziarie che deriverebbero al
Comune di Erice in conseguenza del distacco di che trattasi, debbono
ritenersi infondati.
Al minore gettito delle entrate farà riscontro, infatti,
una sensibile economia di spese, tenendo anche conto che già
in atto funziona a S. Vito Lo Capo una Delegazione municipale con
sezioni e personale dislocati per i servizi di Stato civile, anagrafe,
conciliazioni, ecc..
Non è poi prescritto da alcuna disposizione di legge che
le deliberazioni del genere debbano essere adottate a scrutinio
segreto.
Sulla istanza di cui sopra è stato sentito, come per legge,
il Consiglio di Giustizia Amministrativa il quale nell'adunanza
del 12 settembre 1951 ha espresso parere pienamente favorevole (per
la erezione) in Comune autonomo delle frazioni S. Vito Lo Capo,
Castelluzzo e Macari, sotto la denominazione di "S. Vito Lo
Capo".
Dall'esame degli atti sopraccennati, si ritiene pertanto che la
erezione in Comune autonomo delle frazioni suddette risponda, in
sostanza, ad una reale ed ineluttabile necessità.
E poiché risultano osservate le formalità richieste
dagli artt. 33 e 35 della legge comunale e provinciale T.U. 3 marzo
1934, n.383 e 47 del Regolamento 12 febbraio 1911, n.297, si ha
l'onore di sottoporre a codesta On. Assemblea l'unito disegno di
legge col quale si provvede all'erezione in Comune autonomo delle
frazioni di S. Vito Lo Capo, Castelluzzo e Macari, del Comune di
Erice, sotto la denominazione di "San Vito Lo Capo".
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