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"Una
prosa artigianale con la freschezza della poesia
Un'architettura
anonima senza geni e senza eroi, fatta dal lavoro umile e tenace
di artefici altri.
Lungo la strada che nell'antica val di
Mazara conduce al Santuario di San Vito c'è questa piccola
architettura che la gente del luogo chiama cappella di Santa Crescenza.
Il segreto del suo mantenimento ad oggi è un uso profondamente
radicato in un antichissimo culto da cui plausibilmente trae origine.
Ne riempiono la cavità grossi massi di pietra, di dimensioni
variabili in rapporto alla richiesta e al modo come la stessa viene
esaudita sulla base di un dialogo misterioso tra individuo e Santa,
difficilmente comprensibile dagli estranei della comunità
e ancor più da quanti hanno un approccio superficiale e quindi
antistorico con questo straordinario documento del passato".
Così scrive Antonietta Iolanda Lima nel suo pregevolissimo
volumetto Architettura del '400, S. Crescenza nel territorio
di S. Vito Lo Capo, edito da Ila Palma nel 1995.
E confesso subito che scrivere ora di questo piccolo monumento,
pone dinanzi a due rischi: o scrivere banalità, o plagiare
la A. I. Lima. Per cui, chi volesse leggere di più e meglio
su questo argomento, deve solo procurarsi il citato preziosissimo
volumetto.
Tentiamo, allora, una breve sintesi, fatta soprattutto di immagini.
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Sintesi per immagini
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